Recensione del film “Last Vegas”: una piacevole scoperta

“Last Vegas” è un film del 2013, per la regia di Jon Turteltaub e pare che nello stesso anno abbia aperto il Torino Film Festival: quando l’ho scoperto su Netflix pochi mesi fa era quindi già in giro da un pezzo. Non ne avevo mai sentito parlare e mi aspettavo un film comico senza grandi contenuti (sulla falsariga di altri ambientati nella “capitale del divertimento”). Il cast tuttavia faceva ben sperare: vedere riuniti attori del calibro di Michael Douglas, Robert de Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline a formare la gang dei protagonisti (rispettivamente Billy. Paddy, Archie e Sam) non è affatto trascurabile.

La trama in sé non è particolarmente complessa: Billy Garson si sta per sposare (dopo una proposta alquanto…inconsueta) con una donna mooolto più giovane…e invita gli amici storici a festeggiare l’addio al celibato a Las Vegas (da cui il titolo). Lì incontrano Diana, una cantante di un localino poco frequentato, donna intrigante e profonda…e si instaura un triangolo amoroso (zac).

“Beh, sai che novità”, starai pensando, caro lettore, “Roba già vista”. Ma, in fondo, abbiamo anche già visto mille film d’amore (in cui coppie improbabili appena conosciutesi scoprono di non aver bisogno d’altro per essere felici), d’azione (in cui i protagonisti si sparano/menano in mezzo a esplosioni parlando a stento) o di fantascienza (ormai se verranno prodotti robot antropomorfi saremo tutti terrorizzati da una loro possibile ribellione); eppure, nonostante o forse grazie ai cliché, continuiamo a guardarne di nuovi. E non solo: ci commuoviamo/divertiamo/spaventiamo pure davanti ad essi ogni volta.

Perché, allora, ti consiglio di guardare comunque “Last Vegas”? Perché rimanere all’interno di un genere definito permette allo spettatore di cogliere le differenze, le sfumature, come poche altre cose. Non per nulla nell’antica Grecia la tragedia attica rielaborava sempre gli stessi episodi mitici: perché l’importante non era tanto il cosa sarebbe successo in scena, ma come il drammaturgo avrebbe elaborato i dialoghi, come l’attore avrebbe interpretato il personaggio, come l’opera si sarebbe inserita in un dialogo con quelle precedenti sullo stesso tema.

In questo film il lato comico è praticamente perfetto: le battute funzionano, gli attori sono fantastici, il ritmo è equilibrato. Impossibile non divertirsi di fronte all’auto-ironia con cui i mitici quattro affrontano la vecchiaia. Ed è proprio attraverso questi piccoli esilaranti episodi (il bisogno urgente del bagno… le sveglie per ricordare le pillole… la memoria imprecisa) che lo spettatore entra in quello che secondo me è il vero nucleo tematico.

Questo film non è un’ode al divertimento sfrenato, al lusso, all’amore più o meno libero. Questo film è la rappresentazione di un cambiamento sociale sempre più evidente: l’allungarsi della vita non porta soltanto (come ci ricordano i giornali) a case di riposo piene, posti di lavoro occupati per decadi e aumento delle prestazioni medico-sanitarie, ma anche (e per fortuna!) a tante persone, considerate “di una certa d’età” che hanno una vita davanti. Un sessantenne prossimo alla pensione può aspettarsi di vivere, magari anche relativamente sano, quanto io ho vissuto finora o quasi (per la cronaca, ho da poco superato il quarto di secolo).

Credo che “Last Vegas” mi abbia aperto gli occhi. Io, ingenuamente forse, ho sempre pensato che gli anni più belli della mia vita sarebbero stati quelli che sto vivendo adesso, quelli della giovinezza. Ma perché dovrebbe essere così? Perché la terza età non può essere un nuovo inizio (come per Billy e Paddy) o un periodo sereno in cui godersi i frutti di tutto ciò che si è seminato (come per Archie e, soprattutto, Sam)? Solitamente la risposta riguarda le condizioni di salute, gli “acciacchi”. Ebbene sì, nessuno di questi “ragazzi” ha più vent’anni, e lo dimostrano le articolazioni… ma questo non li rende meno intraprendenti, anzi l’esperienza esalta la loro voglia di vivere.

Potrei concludere dicendo che questo film è un’ode all’auto-ironia, all’arte di adattarsi e all’amicizia, quella vera, che dura una vita e che (forse) ha goduto di meno fortuna cinematografica dell’amore romantico. “Last Vegas” è un film da guardare per morire dal ridere, godersi ottime performance recitative e, magari, scalzare qualche pregiudizio che non sapevi di avere. Sono 105 minuti che sarebbe bello condividere con i nostri genitori o nonni, per scandalizzarli un po’ e andare oltre l’intransigenza che ci si aspetta dai “vecchi saggi”.

Published by elisascartapacchio94

Curiosity is one of my main characteristic. I always try to discover new things, usually through books. This is why i studied "Cultural Heritage" at the public University of Milan and now "History" at the public University of Turin

6 thoughts on “Recensione del film “Last Vegas”: una piacevole scoperta

  1. Salve, ho notato che ti piace il mondo del cinema! Quindi ti volevo proporre questa possibilità per dire la tua su film e serie. L’occhio del cineasta è una community che offre a tutti uno spazio per discutere sulla settimana arte tramite recensioni ufficiali o recensioni nei commenti. Ti metto qui il link con la speranza che ti unirai a noi e alla nostra community di cinema. Per qualsiasi dubbio scrivici pure. A presto e buon cinema.

    https://locchiodelcineasta.com/scrivi-di-cinema-con-noi/

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  2. Non avevo mai sentito nominare questo titolo prima di leggere il tuo articolo. Gli attori, invece li conosco tutti e da come ne parli é un film che merita. Quindi visto che ho Netflix lo guarderò.

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  3. Abbiamo visto questo film e ci siamo divertiti un sacco, abbiamo amato ogni singolo minuto, uno spaccato di vita nostalgica che prima o poi tutti in qualche modo avremo modo di vivere, e se in buona compagnia non ptranno che essere momenti indimenticabili, un film realizzato per far divertire ma anche riflettere, il fatto di aver cinvolto così tanti attori famosi e amati lo ha reso secondo me vincente.

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  4. Commedia riuscita sulla scia del successo di una notte da leoni dove in questo caso 4 arzilli settantenni decidono di festeggiare l’addio al celibato di uno di loro a last vegas facendo riemergere ruggini della gioventù….
    Il film ha trovate divertenti e nel complesso divertente e godibile soprattutto merito di quattro attori fenomenali come Morgan freeman,michael douglas,kevin kline e robert de niro.

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  5. E’ un titolo che devo ancora recuperare, ma dato che ne parli bene gli darò una possibilità. Non penso comunque che ci siano “gli anni più belli” della nostra vita. Abbiamo una sola vita e io direi di sfruttarla finché c’è concesso sino all’ultimo istante.

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  6. Strano non averlo sentito questo film, anche perchè io adoro (letteralmente) tutti i protagonisti di questo film. Dalla tua recensione non posso che non metterlo nella lista dei film di questo weekend!
    Grazie mille per la dritta!

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