[DAILY TRIVIA] DA DOVE VENGONO GLI UNNI? | World of Interests

Questo articolo si basa su due presupposti di fondo: se per te, caro lettore, la risposta “dalle steppe asiatiche” è sufficiente, puoi anche risparmiare tempo e non proseguire la lettura, perché su quel dettaglio sembrano essere d’accordo tutti gli storici, almeno al momento.

Secondo, decisamente più importante: gli Unni non compaiono magicamente con Attila. Ebbene sì, prima del grande condottiero che ha messo in pericolo Roma la popolazione più barbara della storia latina esisteva già – sembra scontato, ma a quanto pare non lo è affatto. E con “esisteva” intendo dire che abbiamo testimonianze circa costumi e sistemi di leadership almeno un secolo prima che raggiungesse il Bel Paese. Ma su questo potrebbe comparire un altro contributo sul nostro blog (stay tuned).

La domanda di per sé sembra quindi facile: i problemi iniziano quando si cerca di risalire indietro nel tempo. La prima criticità è che gli Unni non scrivevano. Della loro lingua sappiamo giusto un paio di parole trascritte da altri; pensa che ai tempi di Attila le riunioni di campo erano tenute in goto, che era più o meno la lingua franca delle popolazioni nomadi (come se oggi il consiglio di guerra italiano fosse tenuto in inglese). Cosa abbiamo quindi? Dobbiamo basarci su cose scritte da altri e sull’archeologia: un buco non da poco, perché ci impedisce in buona parte di capire cosa gli Unni pensassero o raccontassero di se stessi e delle loro origini.

Gli Hsiung-nu nell’Asia del 200 a.C.

M. Rouche in “Attila” (2010) sostiene che il nome “Unni” compare per la prima volta in fonti occidentali con Plinio il Vecchio e Tolomeo (170 d.C.), per indicare una popolazione nelle steppe degli Urali; più certo è il riferimento ad un’ambasceria presso Costantinopoli nel 362. Queste testimonianze sembrano darci un riferimento sicuro: una popolazione che i Romani intendono in qualche modo progenitrice di quella di Attila entra in contatto con zone di confine imperiali per scambi commerciali prima e diplomatici poi. Che questa popolazione definisca se stessa con tale nome o si percepisca come coerente con quella successiva sarebbe da dimostrare, ma purtroppo non ne abbiamo i mezzi.

Ora, siccome nè io nè tu che mi leggi siamo mai usciti dalla “fase dei: perchè?”, ci domandiamo: e prima ancora? La teoria più nota e discussa fu proposta da Joseph de Guignes nella sua “Histoire générale…” del 1756 e propone di identificare gli Unni successivi con gli Hsiung-nu. Questa popolazione è menzionata da fonti cinesi e riguarda un gruppo di pastori nomadi lungo i confini occidentali dell’impero. Essi raggiunsero l’apice sotto il sovrano Mao-tun (209-174 a.C.), abbastanza forte da costruire un regno confinante e infastidire i cinesi (vedi la carta geografica sopra). La grande muraglia assaltata dagli Unni nel lungometraggio Disney “Mulan” ti dice niente?

Purtroppo non conosciamo nemmeno la lingua degli Hsiung-nu (sarebbe troppo facile) e i reperti archeologici ci danno elementi troppo indiziari per confermare la parentela, poiché comuni ad uno stile di vita nomade basato sulla pastorizia. Nell’incertezza, i vari storici hanno basato le proprie interpretazioni su opinioni personali (ahimè, a volte la scienza è un’approssimazione) e, soprattutto, sul nome comune riportato dalle fonti.

Esistono ovviamente (non crederai mica che io abbia già finito?) anche altre teorie. Una è proposta da R. Göbl sulla base della numismatica (lo studio delle monete, soprattutto antiche -un esempio che egli potrebbe aver usato è nell’immagine di copertina: una moneta eftalita di fine V sec d.C.). Egli credeva che gli Unni provenissero dagli altopiani iranici (in una posizione strategica tra Oriente e Occidente -vedi carta storica a seguire) e si fossero divisi in quattro gruppi:
a) i Chiraditi, che nel IV sec. d.C. avrebbero raccolto l’identità sasanide (persiana) e si sarebbero spinti fino al Pakistan;
b) gli Alchon, che avrebbero costituito un regno nell’India nord-occidentale intorno al 450;
c) i Nezak, che circa nello stesso periodo avrebbero fondato un regno attorno a Kabul;
d) infine gli Eftaliti, che sarebbero gli “”Unni bianchi” citati dal romano Procopio.

Asia Centrale e Cina nei secoli V e VI

Orbene, che c’entrano tutti questi cosiddetti Unni con quelli di Attila? Forse nulla. Provengono tutti però dalla stessa area degli Hsiung-nu e degli “Unni europei” che arriveranno in Italia. Quello che ci interessa è notare che, a partire genericamente dalle steppe, gruppi simili si sarebbero spostati entrando in contatto con diverse aree abitate da stanziali. Qui ogni gruppo avrebbe tentato di imporsi e modificato la propria fisionomia culturale a causa dei nuovi contatti e della progressiva sedentarizzazione.

T. Stickler in “Gli Unni” (2009) ripercorre brevemente le vicende degli Hsiung-nu: un loro gruppo, che non si integra con il sistema cinese, si sposta effettivamente a occidente nel II secolo d.C. a causa delle sconfitte subite. Secondo l’autore, però, è impossibile ritenere vi fosse una continuità diretta tra gruppi così distanti nel tempo e nello spazio (fonti cinesi dal I sec. a.C., greche con Tolomeo e romane con Ammiano Marcellino nel 370 d.C.).

L’unico elemento comune fra questi gruppi sarebbe quindi la percezione che di essi avevano le popolazioni stanziali con cui entravano in contatto. Mi spiego meglio: è un dato di fatto che, per chi appartiene ad una cultura, è difficile cogliere le differenze in un gruppo “altro”, sia a livello fisico sia culturale (lo so anch’io, per esperienza: quando ho studiato un po’ l’arte orientale ci ho messo una vita a distinguere ritratti di cinesi e di giapponesi). I contadini stanziali, con economia basata su agricoltura e commerci, avrebbero cioè identificato con il nome, abbastanza generico, di “Unni” tutti quei cavalieri a loro parere rozzi, che parlavano una lingua sconosciuta, volevano barattare ma erano disposti anche ad usare la forza; indipendentemente dall’eventuale appartenenza etnica, politica o militare dei singoli nuclei.

Eh, lo so, questa teoria è molto complessa e ha basi antropologiche più che storiche (anche perché, diamoci pace, le fonti al riguardo sono quello che sono). Tuttavia trovo interessante uno spunto, e cioè come la definizione di un popolo in quanto tale, o di etnia, spesso provenga dall’esterno (come sarebbe il caso degli Unni) o comunque dal confronto con gli altri. Se gli Unni non avessero incontrato agricoltori sedentari, sarebbero stati portati a unirsi in un gruppo unico ed assumere quel nome? O magari avrebbero riconosciuto come fondanti per la propria identità legami diversi (di clan o di parentela)?

E noi, italiani di oggi, ci definiamo volentieri così? Lo facciamo perché abbiamo un sistema amministrativo che ci fornisce una carta d’identità (e tutta una serie di diritti interessanti, come la sanità pubblica e la protezione giudiziaria, sputaci sopra) o perché proviamo un radicato senso di appartenenza? Tu, che mi leggi, senti di essere più definito dalle tue relazioni personali e familiari (figlio di, amico di…) o dalla tua cittadinanza?

Riassumendo: gli Unni sarebbero un insieme generico di popolazioni nomadi, con economia basata sui cavalli e sull’allevamento del bestiame. Dalle steppe asiatiche si sarebbero spostati in momenti diversi sia ad est, verso la Cina; sia a sud-est, verso l’India; sia a sud-ovest, verso la Persia; sia ad ovest, verso l’Europa. Se accettiamo l’identificazione con gli Hsiung-nu (o con popolazioni vicine, come i Kuen) essi proverrebbero dalla catena montuosa del Tian Shan (attualmente tra Cina e Kirghizistan -se non hai idea di dove sia stai tranquillo, è normale: ho inserito appositamente le mappe). Se accettiamo la teoria di Göbl, proverrebbero dagli altopiani dell’attuale Iran.

Ma, dopo tutto questo discorso… è così importante sapere da dove provenissero? O piuttosto il nocciolo della questione non è forse chi siano stati? E quindi come vivessero, quali usanze religiose e funerarie praticassero, come prendessero delle decisioni e scegliessero i propri capi? O infine, come essi stessi si definissero nel rapporto con altri popoli? Solo dopo aver cercato, da bravi detective del passato, delle risposte a queste domande (o almeno delle teorie) potremo comprendere gli sviluppi successivi: dove si siano spostati e, soprattutto, perché.

Questo è, secondo me, l’aggancio con l’attualità: impariamo a non dare per scontato che un nome implichi un’appartenenza. Impariamo a distinguere sfaccettature e complessità anche in chi vive in modo diverso da noi. Ma soprattutto, smettiamo di credere che la provenienza sia l’unico fattore che determina la nostra identità.

Published by elisascartapacchio94

Curiosity is one of my main characteristic. I always try to discover new things, usually through books. This is why i studied "Cultural Heritage" at the public University of Milan and now "History" at the public University of Turin

9 thoughts on “[DAILY TRIVIA] DA DOVE VENGONO GLI UNNI? | World of Interests

  1. ho sempre amato la storia, ci permette di sapere tante informazioni che riguardano la nostra storia e tu dai sempre nuove informazioni di cui non ero a conoscenza. Grazie per questa pagina di cultura

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  2. Amo la storia, ma ammetto di avere un gap circa la storia antica… non mi hanno mai appassionato un granché queste popolazioni ma il tuo blog post mi ha avvinto!

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  3. Un viaggio molto interessante nella storia. Nel tuo articolo ci riporti nel passato in modo fluido e offrendoci una piacevole lettura con numerosi spunti di riflessione.

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  4. Che bello confrontarsi anche con blog che parlano di cultura e storia e la possano rendere accattivante tanto per chi fa a scuola e chi ne è uscito ma come me ama la storia!

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  5. I blog che parlano di storia sono un’aggiunta per la community dei blogger, ne parli con padronanza e sicurezza sull’argomento, speriamo che sempre di più possa avvicinare i giovani, un articolo molto interessante.

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  6. Ho scoperto il tuo articolo mentre cercavo con mia figlia uno spunto iniziale su cui far partire la sua ricerca di storia… Spero pubblicherai altri articoli interessanti come questi! Intanto salvo il tuo blog fra i preferiti

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  7. Ho scoperto il tuo articolo mentre cercavo con mia figlia uno spunto iniziale da cui iniziare la sua ricerca di storia… Spero pubblicherai altri articoli interessanti come questi! Intanto salvo il tuo blog fra i preferiti

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