Pubblicato nel 2014, La strada perduta è il terzo romanzo fantasy pubblicato da Alessio Banini, classe ’83 e laureato in Antropologia Culturale, nonché il secondo edito da Plesio Editore (preceduto da Sangue Ribelle, uscito nel 2011).

Protagonista del romanzo è Uziel, angelo caduto dal Paradiso Celeste la cui sanità mentale è sull’orlo di un precipizio, pronta a estinguersi da un momento all’altro; ossessionato dalla caccia e dalla conseguente uccisione dei demoni, da secoli attraversa i territori dell’Impero per adempiere al proprio compito, indifferente alle reazioni suscitate in chiunque incontri, raramente positive.

Il romanzo presenta al proprio interno una suddivisione in racconti: ogni macro-capitolo tratta di una vicenda in cui l’angelo decaduto è protagonista e si è trovato a intervenire; sebbene ogni volta i demoni vengano eliminati, per il guerriero raramente va a buon fine, visto che viene sempre trattato come un nulkin, uno straniero, e mai accettato all’interno delle varie comunità – dalle quali normalmente è costretto a fuggire o ad andarsene tra l’indifferenza generale.

Compagnia costante nel suo peregrinare solitario è una voce riecheggiante nella sua testa, rappresentante i residui della sua sanità mentale, che da secoli tenta di riportare sulla retta via l’angelo caduto ed evitare che imbocchi definitivamente una strada senza ritorno.

La particolarità dei racconti a cui ci troviamo di fronte è senza dubbio data dal protagonista: Uziel non è un eroe nel senso stretto del termine, potremmo anzi quasi definirlo uno degli antieroi per eccellenza, vista la sua fama e la sua ossessione. Anche quando incontra qualcuno che non rifugge la sua presenza, il comportamento tenuto dall’angelo è estremamente freddo e questi si dimostra sempre strettamente assillato dalla necessità di depurare l’Impero dalla presenza dei demoni, cercando anche quegli umani che stanno per trasformarsi in queste creature per estinguerli prima che accada definitivamente.

Protagonista inusuale, quindi, e fuori dagli schemi, ben gestito dall’autore. Essendo i vari racconti scritti dal punto di vista di Uziel, è piuttosto complesso riuscire a capire se egli sia stato effettivamente tradito dagli altri angeli e in che modo questo sia potuto succedere, quale fosse il suo ruolo prima che fosse assimilabile, assieme a molti altri, a un angelo caduto.

Nel complesso, perciò, reputerei il romanzo un buon libro, adatto a chi voglia leggere qualcosa di diverso rispetto al fantasy classico a cui siamo abituati e che desideri esplorare nuovi sottogeneri del fantasy. La mia speranza è che, prima o poi, Alessio Banini ci delizi narrandoci i motivi per i quali non solo Uziel, ma anche tanti altri angeli si siano considerati abbandonati dal Dio dei Cieli e dai Pretoriani e si siano allontanati o siano stati cacciati dal Paradiso Celeste.

Pubblicato da Chiara "oscuro_errante" Saroglia

Classe '95, torinese e torinista, laureata in Beni Culturali e studentessa di Scienze Storiche, oltre che presso l'Archivio di Stato, sin da bambina è affascinata dalla lettura, dal fantasy e dalla fantascienza. Anche lettrice di romanzi storici e di saggistica, vaga per il mondo alla costante ricerca di qualcosa che la soddisfi.

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